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Perché siamo pronti a (ri)vedere Carrie uccidere, ma non a vederla grassa?

Posted on 6 Ottobre 20266 Ottobre 2026 by Fabiola

Carrie, il personaggio scritto da Stephen King negli anni Settanta, torna sullo schermo per la quarta volta ed è pronta a farci accapponare la pelle mettere a ferro e fuoco al suolo Chamberlain e i suoi abitanti, eppure c’è una caratteristica che continua a scomparire: il suo corpo!

Perché siamo disposti a vederla, e rivederla, mentre uccide i suoi compagni di scuola, ma non a vederla così come lo stesso King l’aveva creata?

Ma com’è davvero il corpo di Carrie?

King descrive Carrie, e il suo aspetto, fin dalle prime pagine del libro.

La rappresentazione così specifica della sua protagonista non è casuale né tantomeno un dettaglio trascurabile: è parte fondamentale della narrazione, uno degli elementi che rende Carrie il bersaglio dell’intero corpo docenti (e degli abitanti di Chamberlain) e che poi innescherà i poteri psichici della ragazza.

Quattro carrie diverse, un solo corpo

Il romanzo di King è diventato un successo globale, tanto da essere trasporto sullo schermo ben tre volte prima della serie in uscita il 7 ottobre su Prime Video.
In cinquant’anni abbiamo avuto quattro rappresentazioni di Carrie, eppure nessuna somiglia veramente alla Carrie che emerge dalle pagine del romanzo.

Ovviamente il problema non riguarda direttamente le attrici e il lavoro sul set, ma come la rappresentazione dei corpi non conformi agli standard sia ancora una questione marginale a Hollywood.

Il problema non è esserci, ma il ruolo

Si, i corpi grassi sono apparsi al cinema e in TV, ma in che modo?

Hollywood, ma non solo, ha inserito spesso corpi non conformi nelle sue pellicole, relegandoli però a ruoli marginali: l’amica dalla battuta sempre pronta, quella che deve cambiare per avere successo e trovare l’amore, l’amica spalla che aiuta la protagonista nel suo viaggio dell’eroe.

La cosa ancora più assurda è che, in base al periodo in cui la pellicola è uscita, questo ruolo sia stato affibbiato anche ad attrici il cui corpo non era così lontano dallo stereotipo (un esempio è proprio Harper Finkle ne I Maghi di Weaverly).

Ci sono stati, poi, personaggi principali dal corpo non conforme ma, anche in questo caso, la loro stessa narrazione gira intorno alla taglia dei loro vestiti. Ne é un esempio Bridget Jones, trentenne in perenne lotta con il peso (e le persone intorno lo sottileneano più e più volte).

Le prime crepe nello stereotipo

Negli ultimi anni qualcosa ha iniziato a cambiare. Abbiamo cominciato a vedere protagoniste con corpi diversi da quelli che per decenni abbiamo considerato “da protagonista” e, soprattutto, personaggi la cui storia non ruota interamente intorno al loro corpo.

È il caso di Claire in Derry Girls, di Annie e Fran in Shrill e di Michelle in Survival of the Thickest: il corpo e il rapporto con l’immagine possono essere presenti, ma non sono l’unica cosa che definisce questi personaggi.

Perché il punto non è semplicemente rappresentare più donne grasse, è permettere loro di essere personaggi, prima ancora che “personaggi grassi”.

Di Survival of the Thickest ne avevo parlato bene qui, perché la serie merita la visione!

Da personaggio grasso a personaggio

Diciamoci la verità: non abbiamo bisogno soltanto di vedere più corpi grassi sullo schermo, abbiamo bisogno di vedere personaggi grassi che possano essere qualsiasi cosa: insopportabili, sicuri di sé o pieni di dubbi., sexy, romantici, ambiziosi, egoisti, intelligenti, mediocri, cattivi, brillanti,…

Si, anche una donna grassa può innamorarsi essere desiderata e sentirsi desiderabile, può avere una storia d’amore che gira intorno al corpo come qualcosa da cambiare per essere amata.

Possono semplicemente esistere.

Perché è questo che accade ai personaggi con corpi conformi agli standard: il loro corpo diventa completamente irrilevante rispetto alla storia, soprattutto se paragonato a quello

Una donna magra può essere la protagonista di un film senza che il film debba spiegarci continuamente cosa significa essere magra, ma soprattutto può essere tutto quello che vuole, senza doversene scusare.

Perché non concedere la stessa libertà a un corpo grasso? Il cambiamento vero non è quando un corpo grasso viene raccontato in modo positivo, ma quando smette di dover essere raccontato.

Il paradosso è che oggi stiamo finalmente imparando a immaginare personaggi grassi che non abbiano necessariamente bisogno di una storia sul loro peso, ma Carrie deve comunque subire il processo di dimagrimento.

Il corpo di Carrie era già lì

Non serviva inventare una protagonista grassa che si vendita su chi l’ha tornameta per anni: era già lì, inchiostro su carta, da cinquant’anni.

Non dobbiamo inventarci una Carrie grassa per dimostrare che una protagonista con un corpo non conforme può essere centrale in una storia, stiamo parlando di un personaggio scritto più di cinquant’anni fa che, ancora oggi, Hollywood vuole portare sullo schermo, ma alle sue condizioni.

Possiamo vedere Carrie essere emarginata, Carrie subire violenza, Carrie sviluppare poteri telecinetici e trasformarsi nel mostro della storia. Possiamo perfino vederla uccidere, ma non grassa.

La grafica a destra è di dommnics

Finché un corpo non conforme sarà considerato automaticamente una dichiarazione, un problema, una battuta o un arco narrativo da risolvere, non avremo davvero ottenuto una rappresentazione più libera.

Avremo soltanto imparato a mettere più corpi diversi davanti alla telecamera.

La vera rivoluzione sarà quando non ci chiederemo più cosa debba significare il corpo di un personaggio, ma il suo corpo sarà semplicemente il suo corpo.

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Mi chiamo Fabiola, millenial classe 1993 e da sempre amo la moda, l’arte, gli stivali neri, le serie TV e il caffè americano.

Nel 2019 ho mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, però mi sentivo molto insoddisfatta. Dopo un corso in Social Media Management e molti lavori in settori diversi, ho deciso di mettere a frutto la mia passione per la moda e le competenze acquisite in uffici e negozi, offrendo consulenze fashion.

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