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Riciclare i tessuti: la seconda vita dell’abbigliamento

Posted on 19 Marzo 20247 Aprile 2024 by Fabiola

Il tema del cambiamento climatico è, fortunatamente, sempre più centrale nelle nostre vite.

Per aumentare la consapevolezza e sensibilizzare le persone sui piccoli cambiamenti quotidiani da mettere in atto per garantire al pianeta un futuro sostenibile, nel 2018 le Nazioni Unite hanno istituito la “Giornata Mondiale del Riciclo”.

Scelte che sembrano insignificanti hanno in realtà un grande impatto, soprattutto se ci riferiamo al mercato dell’abbigliamento che ad oggi è una delle industrie più inquinanti al mondo, sia in fase di produzione che di smaltimento.

PERCHÈ RICICLARE?

Lo smaltimento corretto dei tessuti porta a benefici che vanno al di là della “semplice” riduzione degli sprechi, ma che si estendono anche a livello socio-economico.

COME RICICLARE?

Per un corretto riciclo dei tessuti è necessario partire dall’etichetta: conoscere la composizione dei capi ci permette di sapere come procedere.

Quali sono le tipologie di tessuti?

A questo punto, possiamo procedere con il loro corretto smaltimento.

Per scoprire le principali realtà online di compravendita di abbigliamento, trovi qui un articolo dedicato.

DOVE RICICLARE?

La raccolta dei tessuti è già gestita da alcuni comuni italiani, ma diventerà legge il 1° gennaio 2025 con l’introduzione della normativa europea in materia di economia circolare.

Nell’attesa sono presenti sul suolo statale sia isole ecologiche , sia cassonetti per la raccolta su strada. Quali capi e tessuti possono essere riposti al loro interno?

La pandemia ha rallentato l’espansione, ma sempre più aziende del settore fashion si stanno adoperando per aiutare i clienti a riciclare correttamente.

Humana è un’organizzazione umanitaria di cooperazione internazionale che, grazie alle attività di raccolta, selezione e vendita di abiti usati, sostiene programmi di medio-lungo termine nel mondo e progetti socio-ambientali in Italia (ne avevo parlato qui).

RICICLATO O RIGENERATO?

L’aumento della consapevolezza e dell’interesse verso il tema, ha portato alcune aziende, anche del settore del fast fashion, ad apportare modifiche nel loro approccio alla produzione.
Da qualche tempo, infatti, sono comparsi all’interno dei negozi capi con etichette riportanti le diciture “Materiale Riciclato” o “Tessuto rigenerato”.

Ma cosa significano questi termini?

Queste sono azioni piccole e quotidiane che sembrano spesso senza importanza, come gocce nell’oceano. Ma l’oceano stesso è fatto di gocce: queste piccole azioni aiutano ad attuare comportamenti consapevoli anche al di fuori del riciclo del tessile.

Hai bisogno di Aiuto?

Il tuo armadio scoppia, ma ogni volta che lo guardi pensi “Non ho niente da mettere!”? Le mie consulenze sono ciò che fa al caso tuo: le trovi qui, su Instagram oppure contattami via mail (fabyclem93@hotmail.it), così da valutare insieme quella che fa al caso tuo!

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1 thought on “Riciclare i tessuti: la seconda vita dell’abbigliamento”

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Mi chiamo Fabiola, millenial classe 1993 e da sempre amo la moda, l’arte, gli stivali neri, le serie TV e il caffè americano.

Nel 2019 ho mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, però mi sentivo molto insoddisfatta. Dopo un corso in Social Media Management e molti lavori in settori diversi, ho deciso di mettere a frutto la mia passione per la moda e le competenze acquisite in uffici e negozi, offrendo consulenze fashion.

Il mio obiettivo è aiutarti a trovare il tuo stile personale: prendiamoci un caffé e creiamo insieme il percorso perfetto!.

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